Pistoia è una città che si lascia scoprire senza fretta e, soprattutto, senza auto. Il centro storico è compatto, le distanze sono brevi e i monumenti più importanti si raggiungono con una passeggiata tranquilla. Da Villino Giulia, a pochi passi dal centro storico, basta uscire dal portone per trovarsi in poco tempo tra le strade lastricate che portano a Piazza del Duomo. Ecco l'itinerario che consigliamo a chi arriva per la prima volta: poche tappe, tutte a piedi, ognuna con una storia da raccontare anche ai più piccoli.
Piazza del Duomo, il salotto della città
Tutto comincia qui, nella piazza che per secoli ha riunito il potere religioso e quello civile. L'aspetto rettangolare che vediamo oggi è stato completato negli anni Trenta del Novecento, ma gli edifici che la circondano raccontano molti secoli di storia. Al centro della scena c'è la Cattedrale di San Zeno, con il suo portico e, sopra la porta principale, la lunetta in terracotta invetriata con la Madonna col Bambino e angeli realizzata da Andrea della Robbia nei primi anni del Cinquecento: alzate lo sguardo anche verso la volta del portico, decorata con cassettoni azzurri e rosette dorate.
All'interno il tesoro più prezioso è l'altare argenteo di San Jacopo, il patrono della città: un capolavoro di oreficeria a cui lavorarono una dozzina di maestri tra il 1287 e la metà del Quattrocento, tra cui un giovane Filippo Brunelleschi. Nella navata destra si trova anche il monumento funebre di Cino da Pistoia, poeta e giurista. Accanto alla cattedrale svetta il campanile, alto circa 67 metri, nato da un'antica torre di avvistamento e trasformato nei secoli in torre campanaria: è riconoscibile da ogni angolo del centro e diventa presto il punto di riferimento dei bambini per orientarsi.
Per un approfondimento sulla piazza e sulla cattedrale trovate una scheda dedicata nella pagina Piazza del Duomo e Cattedrale di San Zeno.
Il Battistero di San Giovanni in Corte
Proprio di fronte alla cattedrale si alza il Battistero, considerato una delle espressioni più alte del gotico toscano. La sua forma ottagonale e il rivestimento a fasce di marmo bianco e verde lo rendono inconfondibile: la ricostruzione nelle forme attuali cominciò nel 1301 e si concluse intorno alla metà del Trecento. Vale la pena girargli attorno con calma per osservare i tre portali decorati da rilievi in marmo. All'interno, il fonte battesimale porta una data, il 1226, e il nome dello scultore Lanfranco da Como, tornati alla luce durante un restauro degli anni Settanta.
Il Palazzo Comunale e la testa di marmo nero
Sul lato della piazza troviamo il Palazzo Comunale, un tempo chiamato Palazzo degli Anziani, costruito tra Duecento e Trecento. Oggi ospita il Museo Civico della città. Prima di entrare, fermatevi a guardare la facciata: a sinistra c'è una curiosa testa di marmo nero, la cui origine è ancora discussa. La tradizione la lega a Grandonio, eroe semileggendario, mentre altre versioni parlano di un traditore della città. Ai bambini piace moltissimo provare a indovinare quale sia la storia vera. Sulla stessa piazza si affacciano anche il Palazzo Pretorio, oggi sede del Tribunale, e l'antico Palazzo dei Vescovi, mentre nell'angolo nord-est si intravede la Torre di Catilina.
L'Ospedale del Ceppo e il suo fregio colorato
Lasciata la piazza, con una breve passeggiata si raggiunge Piazza Giovanni XXIII e l'Ospedale del Ceppo, fondato nel 1277. Il nome viene da una leggenda: la Madonna sarebbe apparsa a due coniugi indicando come luogo per l'ospedale un ceppo d'albero fiorito miracolosamente in pieno inverno. La loggia rinascimentale, ispirata allo Spedale degli Innocenti di Firenze, è decorata da tondi in terracotta invetriata, ma la vera meraviglia è il fregio robbiano, realizzato tra il 1525 e il 1529 da Giovanni della Robbia e dalla sua bottega.
Il fregio racconta, con colori vivacissimi, le sette opere di misericordia: vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini, visitare gli infermi, visitare i carcerati, seppellire i morti, dar da mangiare agli affamati e dar da bere agli assetati, alternate a figure di virtù. È un racconto per immagini perfetto da leggere insieme ai bambini, scena dopo scena. L'ospedale ha smesso di funzionare nel 2013 e oggi ospita il museo dello Spedale con la sala anatomica; da qui parte anche la visita a Pistoia Sotterranea, il percorso lungo l'antico letto del torrente Brana.
Se avete ancora energie, potete proseguire con la nostra guida ai pulpiti di Pistoia o leggere la breve storia della città per dare un contesto a tutto ciò che avete visto. Per altre idee sul quartiere storico c'è anche la scheda sul centro storico di Pistoia. E la sera, rientrare a piedi verso Villino Giulia, la dimora del 1910 che porta il nome di Giulia Vivarelli, è il modo più semplice per chiudere una giornata tutta da camminare.
Pistoia a portata di passeggiata
Villino Giulia è una dimora storica del 1910 a pochi passi dal centro storico: lasciate l'auto e scoprite Piazza del Duomo a piedi. Le nostre camere accolgono fino a 3 ospiti.