La facciata in pietra del Palazzo Comunale di Pistoia con il porticato e le bandiere, in Piazza del Duomo
Palazzo Comunale in Piazza del Duomo — foto: Ingo Mehling · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

C'è un fine settimana, verso la fine di maggio, in cui Pistoia cambia ritmo. Le piazze si riempiono di sedie, i teatri si aprono già al mattino e per le strade del centro si sentono discutere di corpi, migrazioni, creatività, regole e cambiamento. È il festival nato come Pistoia - Dialoghi sull'uomo e oggi conosciuto come Dialoghi di Pistoia: tre giorni dedicati all'antropologia contemporanea, cioè a capire chi siamo, come viviamo insieme e come stiamo cambiando. Per chi ama le idee, è uno dei momenti più belli per visitare la città, e da Villino Giulia tutto si raggiunge a piedi.

Un festival per capire gli esseri umani

Il festival è nato nel 2010, ideato e diretto da Giulia Cogoli, ed è promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia (Fondazione Caript) e dal Comune di Pistoia. L'idea di partenza è semplice e ambiziosa: portare in piazza le grandi domande dell'antropologia, facendole dialogare con la filosofia, la storia, la letteratura, la scienza e le arti. Ogni edizione ha un tema diverso, che fa da filo conduttore a lezioni, conversazioni, spettacoli e film. Tra gli argomenti affrontati negli anni ci sono stati, per esempio, la creatività come motore del cambiamento e il corpo umano con le sue trasformazioni: temi grandi, raccontati però con esempi concreti e vicini alla vita di tutti i giorni.

Negli anni sono arrivati a Pistoia antropologi, filosofi, storici, scrittori e intellettuali da tutto il mondo. Nel 2018 il festival ha istituito anche un premio internazionale, assegnato per la prima volta al Premio Nobel per la letteratura Wole Soyinka. Il tono degli incontri, però, resta accessibile: si parla per farsi capire, non solo per gli addetti ai lavori.

Tre giorni nel cuore della città

Il festival si svolge di solito in tre giornate, dal venerdì alla domenica, negli spazi del centro storico. Le lezioni più seguite si tengono in Piazza del Duomo, la piazza principale della città, circondata dalla Cattedrale di San Zeno, dal Battistero e dal Palazzo Comunale; altri appuntamenti trovano posto nei teatri e nelle sale del centro, come il Teatro Bolognini, che in alcune edizioni ha ospitato le proiezioni serali.

Il bello è proprio questo intreccio tra parole e luoghi: si ascolta un incontro all'aperto con il campanile alle spalle, si cammina per pochi minuti tra vicoli medievali e si entra in un teatro per lo spettacolo successivo. Tra un appuntamento e l'altro c'è sempre tempo per un caffè in piazza o per una sosta in una delle chiese del centro, magari per vedere i celebri pulpiti di Pistoia.

Mostre, libri e programma per i ragazzi

Il festival non si esaurisce negli incontri. Ogni anno il programma è completato da una mostra fotografica legata al tema dell'edizione, e nel tempo sono nati una collana di volumi pubblicati da UTET e un ampio archivio di registrazioni audio e video, consultabile anche sul canale YouTube del festival. Un progetto di divulgazione antropologica dedicato alle scuole ha coinvolto migliaia di ragazze e ragazzi, e molti studenti partecipano come volontari durante le giornate del festival.

Per le famiglie c'è anche un programma pensato per bambini e ragazzi: laboratori e attività che avvicinano i più giovani ai temi dell'edizione. È un'ottima occasione per vivere un evento culturale insieme ai figli senza annoiarli.

Da sapere: il festival si tiene di solito a fine maggio, ma date, tema, ospiti e modalità di accesso cambiano ogni anno. Per alcuni incontri serve il biglietto, mentre altre attività richiedono la prenotazione: controllate sempre programma e biglietteria sul sito ufficiale dei Dialoghi di Pistoia e sui canali del Comune.

Perché venire proprio a fine maggio

Fine maggio è un periodo felice per scoprire Pistoia: le giornate sono lunghe, il clima è in genere piacevole e la campagna intorno è verdissima. Si può abbinare il festival a una passeggiata nel centro storico o a una gita nei dintorni; per scegliere il periodo migliore, leggete anche la nostra guida su quando venire a Pistoia.

La sera, dopo tante parole e tante idee, Villino Giulia offre il silenzio di una dimora del 1910 e uno spazio di lavoro dedicato per chi vuole riordinare gli appunti della giornata. E la mattina dopo, con calma, si riparte verso la piazza per il prossimo dialogo.

Un fine settimana di idee

Villino Giulia è a pochi passi dal centro storico: ideale per seguire gli incontri a piedi e avere uno spazio di lavoro dedicato per i vostri appunti.